giovedì 3 novembre 2016
IL Futurista magazine: il 4 dicembre vota NO!!!
IL Futurista magazine: il 4 dicembre vota NO!!!: il 4 dicembre vota NO!!!
ioVotoNO
Lunedì 14 novembre, alle ore 18.00, il critico d’arte Vittorio Sgarbi terrà un dibattito all’Excelsior Palace Hotel
di Rapallo dal titolo ‘La Costituzione e la bellezza’. L’incontro è organizzato dal ‘Comitato per il NO al Referendum Tigullio e Golfo Paradiso’. Interverranno Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, e Giovanni Beverini, coordinatore del comitato.
Moderatore: Mauro Boccaccio, giornalista.
Moderatore: Mauro Boccaccio, giornalista.
domenica 30 ottobre 2016
There’s a Nikola Tesla statue that radiates Free Wifi in Silicon Valley.
The inclusion of free wi-fi is fitting for Nikola Tesla, who some say dreamed of creating a more efficient system of wireless power for the entire planet. Nikola Tesla’s inventions are widely credited as a critical part of the foundation of modern electricity transfer and wireless data transmission.
domenica 17 gennaio 2016
lunedì 11 gennaio 2016
David Bowie, quel dandy impenitente e futurista
dal
«We can be heroes / just for one day». Possiamo essere eroi solo per un giorno, cantava trent’anni fa David Bowie in una delle sue canzoni più famose, Heroes. E la storia della musica è piena di meteore che hanno avuto il loro “giorno” di notorietà, almeno quanto di vecchie star imbolsite che sopravvivono ai margini dello star system cercando di mettere a frutto residuali rendite di posizione.
Rendiamogli merito: si è tenuto ostinatamente alla larga dal mucchio degli anticonformisti di professione. «Volevo solo esprimere quanto mi sentivo estraneo alla società. Non ho mai voluto che mi si considerasse il leader o il portabandiera di un movimento. Sono un individualista». Trasgressivo e ironico, geniale e sconsiderato, al tempo stesso giocatore d’azzardo e abile imprenditore della propria immagine. Sul piatto ha sempre puntato tutto quello che aveva, perdendo e vincendo, rilanciando l’intera posta, lasciandosi alle spalle successi e sventure familiari e personali, non ultime la dipendenza dalla droga e un cuore difettoso. Ogni volta determinato a sperimentare il nuovo, anche a costo di inciampare in clamorosi fiaschi, di deludere il proprio pubblico, di indispettire i sacerdoti della critica ideologizzata, che vorrebbero fare della musica uno strumento di lotta politica, naturalmente a senso unico.
Il Duca bianco, l’alter ego aristocratico e algido che forse più gli appartiene, l’8 gennaio ha compiuto sessant’anni d’età, quaranta dei quali impegnati in una carriera quanto mai eclettica, nel corso della quale non ha mancato di cimentarsi con il cinema (alternando importanti ruoli da attore consumato a preziosi cameo). Chi ha avuto modo di vedere The prestige, in questi giorni nelle sale, ha avuto modo di apprezzare la carismatica interpretazione dello scienziato Nikola Tesla, l'unico personaggio realmente esistente della pellicola ambientata nell'Inghilterra della fine dell'Ottocento. Ma Bowie non si è risparmiato di calcare le orme del palcoscenico: in teatro è indimenticabile l'interpretazione dell’alieno Ziggy Stardust. E proprio The rise and fall of Ziggy Stardust and the spider from mars è un concept-album su ascesa e (auto)distruzione di un "plastic-rocker". Così si presenta "l'uomo che cadde sulla terra", il profeta di una rivoluzione rock che dura una stagione sola, il tempo che passa tra la sua ascesa e la sua caduta. E in questa metafora è racchiusa l'intera messa in scena dell'estetica di Bowie: la realizzazione del principio enunciato da Andy Warhol del "quarto d'ora di celebrità", l'edonismo morboso di Dorian Gray, la parodia del divismo e dei miti effimeri della società dei consumi.
Provocazioni che lasciano il segno, come quando affermò che «all’Inghilterra farebbe bene un periodo di fascismo». Dichiarazioni che ne fanno un idolo per i giovani del National Front inglese e gli costano una schedatura dell’FBI come “simpatizzante neonazista”. Così come fa chiacchierare la sua ammirazione per Benito Mussolini e Yukio Mishima, l’interesse per la mitologia del Sacro Graal e l’esoterismo.
«L’opera d’arte è compiuta solo quando il pubblico vi aggiunge la propria interpretazione» sostiene Bowie. Nessun altro artista è riuscito in maniera altrettanto efficace ad evidenziare l’infondatezza di una rigida linea di demarcazione tra la cultura cosiddetta alta e quella bassa, e l’assurdità della distinzione tra rock e pop quali espressioni contrapposte di arte e commercio. «Probabilmente sono considerato il camaleonte del rock perché non faccio altro che cambiare! I clichès sono pura follia. Ma il camaleonte cerca continuamente di mimetizzarsi con l’ambiente circostante, e non credo proprio che questo sia uno dei miei tratti distintivi». E certamente Bowie è un non conforme, un irregolare, un dandy alla ricerca costante del coup de theatre, un irrequieto impenitente. «Non sapere in che direzione sto andando è per me la sensazione più eccitante. E’ un paesaggio sempre aperto». E ciò che lo rende indistruttibile è la capacità di stupire e stupirsi, come in Changes: «Cambiare è anche ricerca di sé / mi rivolsi a guardare me stesso per poi trovarmi di fronte ad un estraneo».
Fonte il secolo d'Italia mercoledì 17 2007.
martedì 1 dicembre 2015
comunicato stampa ......il futurismo del terzo millennio
Comunicato stampa
CULTURA. IL 4 DICEMBRE
PRESENTAZIONE LIBRO
SU FUTURISMO DEL TERZO MILLENNIO
DI CECCHINI-TEDESCHINI
EDITO PER “I LIBRI DEL BORGHESE”
NELL’AMBITO DI PIU’ “LIBRI, PIU’
LIBERI”,
LA FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA
E MEDIA EDITORIA
ORE 12.00, PRESSO LO STAND DI
“PAGINE”
Il volume “Il Futurismo del Terzo
Millennio. Conversazioni con Graziano Cecchini”, scritto da Davide Tedeschini e
Graziano Cecchini, edito da Pagine per la collana de “I libri del Borghese”,
sarà presentato venerdì 4 dicembre, alle ore 12.00, presso lo stand di Pagine
nell’ambito della quattordicesima edizione di Più libri più liberi, la Fiera
Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata da AIE –
Associazione Italiana Editori in programma dal 4 all'8 dicembre 2015, nella consueta
sede del Palazzo dei Congressi nel quartiere dell'EUR.
“Ci sono motivazioni culturali,
ma soprattutto sociali ed economiche, alla base del ritorno al movimento che è
stato già ben identificabile all’inizio del ’900 e secondo la vulgata si limita
a quel periodo”. Così apre il libro che analizza e attualizza un movimento,
quello Futurista, capace di condizionare profondamente la storia del XX secolo,
ancora attuale più che mai.
le immagini della presentazione.
le immagini della presentazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)












